giugno 2000 Ricevuto dal Maestro TUE HO - BRASILE

Ho preparato questo piccolo lavoro per i miei fratelli praticanti di Viet Tai Chi, in particolare per coloro che conoscono il THAP BAT DIEU BO (Il Condor) e la canzone "Simon and the garfunkel" (l'inno delle Ande), affinché possano sapere qualcosa in più sulla cultura della regione delle Ande e in particolare degli Inca..

Sono brasiliano e vivo in prossimità della regione inca. Dopo aver lasciato il Vietnam, il mio maestro di Viet Vo Dao ha vissuto per qualche anno presso il lago Titicaca. Vorrei condividere con Voi parte delle numerose informazioni di cui dispongo su questo argomento e, in futuro, circa le mie esperienze con gli sciamani ed i metodi di allenamento di questa grande cultura spirituale.
Tue Ho

Master Tue Ho a Cestas - 1998

Training the Condor in Eymoutier

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LA CULTURA INCA DELLE ANDE – PASSATO E PRESENTE

La più profonda valle del mondo è situata tra la città di Cuzco e le montagne del Machu Pichu. E' profonda oltre 4 km, quattro volte più del Grand Canyon negli USA. Questa magica valle raccoglie la civiltà inca, oggi ormai rappresentata soltanto da antiche rovine e da pochi superstiti. Gli Inca possedevano una grande forza spirituale ed una cultura molto avanzata, nonché un potente e numeroso esercito. Le loro città disponevano dei più incredibili ed avanzati artefatti. Erano in grado di tagliare pietre dalla forma cubica e con lati di nove metri. Trasportavano queste enormi pietre ad elevate altezze allo scopo di costruire i loro templi e le loro fortezze. Sapevano come convogliare l'acqua verso luoghi a grandissima altitudine, sfruttando la forza dei geyser e delle falde acquifere. Erano inoltre in grado di purificare l'oro senza utilizzare il mercurio, e di lavorare con attrezzi realizzati in materiale prezioso ed azionati a comando vocale.

Secondo la tradizione inca, Monaoku e Mococaka erano figli del sole e furono i fondatori della città di Cuczco. Gli Inca furono creati per popolare la regione; Mococaka e Monaoku diedero loro una lingua magica con cui ogni cosa poté essere nominata ed acquisire forza. Era la lingua Qêchua.

Gli Inca consideravano e considerano tuttora la Terra come un organismo vivente, un essere sacro. In un primo momento osservarono la Terra da una prospettiva religiosa e successivamente da un punto di vista economico. Secondo la tradizione, la Terra, le piante, l'acqua ed il fuoco (i vulcani) dovrebbero essere considerati come esseri ausiliari per l'umanità. Il suolo è chiamato Viracothca o "Dio che giace disteso". La Terra è definita Pathamana. Gli Inca del passato e del presente affermano: "Siamo i figli del sole", un pensiero collettivo, fertile come la terra e caldo come l'acqua che nasce dai vulcani addormentati.

 

I geyser sono "i vecchi che piangono poiché siamo un popolo che ha perso i suoi poteri. I colonizzatori bianchi vennero alla ricerca dell'oro ed offesero coloro che ci avevano dato i poteri. La nostra civiltà entrò in declino e noi perdemmo i poteri dei nostri antenati" (i geyser sono aperture situate in prossimità di vulcani, dalle quali fuoriescono gas e acqua calda).

La città di Cuzco fu costruita in modo da avere la forma di un puma (il gatto delle montagne). Il suo tempio più grande si trovava in corrispondenza del cuore dell'animale ed era chiamato "Tempio di cristallo". Gli occhi del puma erano rivolti verso l'ingresso della valle, mentre la grande forza che doveva intimidire i nemici proveniva dall'intenso splendore degli enormi dischi di cristallo che riflettevano la luce del sole durante il giorno e la luce delle potenti torce di notte. Questa magica città sorge nella valle Atacama. Fu riscoperta nel 1911 dopo essere stata persa per secoli, nascosta dalla foresta.

La nuova Cuczo è come qualunque altra città in Sud America, ma l'antica Cuczo possiede ancora molto della sua magica e profonda atmosfera.

"Machu Pichu" significa "vecchia montagna" ed ospita una serie di rovine di una città fortificata situata in cima alla catena montuosa. Questo era un luogo sacro per gli Inca e, al tempo stesso, un rifugio per monaci, scienziati, intellettuali e per la famiglia reale. Ancora al giorno d'oggi, questa città conserva una grande forza di attrazione, rituali segreti e non. Il principale punto energetico del luogo è il masso Wintiwatana, che significa "la pietra a cui è legato il sole".

Secondo la tradizione, servendosi di un potente raggio, il sole si legò ad un masso saldamente e profondamente fissato alla montagna, in modo da non poter mai abbandonare la terra ed i bambini. Curiosamente, moderni studi scientifici hanno dimostrato che Wintiwatana è realmente un enorme 'dente' piantato nella montagna e le sue radici hanno una profondità di innumerevoli chilometri.

Attaccati dagli invasori bianchi, gli Inca della lingua Qêchua si trasferirono più a valle, verso il lago Titicaca. L'acqua del lago proviene dalle alte montagne del Perù nelle Ande e dalle falde acquifere. Sulle sue rive cresce la canna Totora, commestibile, verde ed estremamente rigida e resistente quando è secca. Gli Inca divennero il "popolo Totora" in quanto costruivano una sorta di isole galleggianti di canna e argilla, iniziando a vivere su di esse con i loro animali e le loro piantagioni. Poiché il lago è molto esteso (con una circonferenza di 750 km), le sue correnti trasportavano queste isole da un lato all'altro del lago stesso, senza controllo. Questo fatto rese il popolo Totora in un certo senso invisibile dinanzi agli attacchi dei nemici e fece sì che gli si attribuì l'appellativo di "popolo fantasma". Oggi le loro barche di canna fanno parte della splendida vista del lago e vi sono isole 'ancorate' che consentono ai residenti di raggiungere le scuole, gli ospedali ed altri centri della società moderna.

 

XAMA DEL LAGO TITICATA

Quando. nel 1954, lasciò il Vietnam e si trasferì in Sud America, il mio Maestro si stabilì in una città situata lungo le rive del lago Titicata. Fu sorpreso nell'apprendere che il lago si trova ad un'altitudine superiore ai 4.000 metri ed occupa il cratere di un enorme vulcano. Fece la conoscenza del popolo Totora con cui visse per dieci settimane. Durante questo periodo, incontrò il Maestro José Illustrissimo, un uomo cieco che aveva perso la vista cadendo in un crepaccio della valle di Machu Pichu. Egli era stato salvato da un condor, le cui ripetute grida avevano richiamato l'attenzione delle guide alpine che poterono così salvare il giovane Inca. Oggi il Maestro ha 98 anni e si dedica allo sviluppo spirituale di molti pellegrini provenienti da ogni parte del mondo appositamente per incontrarlo.

 

Il rituale del lino

Quando arriva una barca di visitatori, tutti nel villaggio sanno che la sua meta è la casa dell'Illustrissimo Maestro. Raggiungendo la sua piccola casa di paglia, si nota una sedia di bambù ed un piccolo tavolo su cui è posata una piccola bibbia. Entrando, il visitatore si siede ed è invitato a meditare in silenzio sul problema che lo ha portato all'abitazione del maestro. Successivamente, si avvicinerà al tavolo per aprire la bibbia a caso. Sceglierà a questo punto un verso e lo leggerà. Senza aver detto prima alcuna parola, il maestro inizierà ora ad interpretare magicamente il verso e guiderà il visitatore verso il suo problema. E' incredibile come tutto accada così rapidamente ed in modo così preciso, e come chi ha la fortuna di incontrare il maestro è poi in grado di cambiare la propria vita.

Tra i nativi Qêcha si dice che ogni anno, nel mese di agosto, un grande condor arrivi al lago Titicaca e cerchi l'isola galleggiante dove vive l'Illustrissimo Maestro José. L'incontro tra gli occhi dello spirito del maestro e gli occhi del condor mantengono viva la comunicazione millenaria tra le forze celestiali ed il popolo Inca, anche in tempi così duri.

 

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